SECONDO FERORELLI ESISTE UNA SOLA MALATTIA: “ENZIMOPATIA”

La scoperta di Ferorelli è quella di produrre molecole per la stabilità dei ROS con azione antiossidante per l’attivazione di enzimi endocellulari mediante prodotti biodinamici sequenziati da specifici enzimi. Tale scoperta è confermata dalle numerose ricerche e pubblicazioni da parte di Università italiane ed estere. È  altresì avvalorata dal  premio Nobel Watson: nuova ipotesi sulla cura dei tumori.
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SECONDO FERORELLI ESISTE UNA SOLA MALATTIA:
“ENZIMOPATIA”
IL SEGRETO DELLA VITA E’ NEGLI ENZIMI

LE CONFERME?  DAI CASI CLINICI E RICERCHE UNIVERSITARIE

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “TOR VERGATA” DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE E ISTOLOGIA:

CONVEGNO NAZIONALE PALLAVOLO FONDAMENTALE RIDUZIONE DELLO STRESS OSSIDATIVO (ROS) E DALLE RADIAZIONI FOTOCHIMICHE
PALAROSSINI ANCONA 02/10/10
Responsabile della ricerca Prof. Vittorio Colizzi
vai al documento: NOTEVOLE RIDUZIONE DI ROS

RICERCA DEL MELANOMA PUBBLICATO In  Maggio 2011
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “TOR VERGATA” DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE E ISTOLOGIA
Responsabile della ricerca, Prof. Simone Beninati
vai alla PUBBLICAZIONE sul MELANOMA

15-05.2011
RICERCA STRES OSSIDATIVO (ROS) SOSTANZE REATTIVO DELL’OSSIGENO
UNIVERSITA’ DI ROMA TOR VERGATA
Responsabile della ricerca, Prof. Simone Beninati
vai alla ricerca ANTIOSSIDANTI E RIDUZIONE COLESTEROLO

NOTEVOLI RIDUZIONE DEL CARCINOMA EPATICO

Di stadio III C (T3-N1-M0 – AJCC), in pazienti rispettivamente di anni 67 e 74

Responsabile della ricerca Prof. Simone Beninati:
Docente di oncologia sperimentale di Istologia oncologica
Dipartimento di Biologia Università di Roma “Tor Vergata”

Mantenere vitali organi invasi da neoplasie, prelevati post-mortem, permette di poter studiare i parametri correlati con la potenziale attività antineoplastica di un agente, in condizioni molto simili a quelle che si riscontrano nell’organismo umano. La perfusione con soluzioni nutritive, mima entro certi limiti, la perfusione ematica, apportando tutti i nutrienti necessari per mantenere vitale il tessuto e irrorare la massa tumorale. La metodica da noi utilizzata nella sperimentazione, può dimostrare in maniera inequivocabile, l’attività antitumorale della miscela di componenti che caratterizza il Citozym, superando i limiti, il più delle volte contestati, della coltura tumorale in vitro o l’uso di animali, indubbiamente lontani dal modello umano. I risultati  che presentiamo dimostrano, come la coltura di un espianto epatico invaso da un carcinoma epatocellulare, ha permesso di evidenziare l’attività antiproliferativa di una soluzione di Citozym, a bassa concentrazione, sulla massa tumorale. In conclusione, si può affermare che il modello proposto permette di ottenere risultati sicuramente più attendibili che potranno essere molto utili per lo studio dei meccanismi molecolari, alla base  dell’attività antineoplastica del Citozym

Responsabile della ricerca, Prof. Simone Beninati
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Pubblicazione
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